CHI SIAMO

Il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna è un ente pubblico al servizio dei Consorziati per la valorizzazione del Territorio agricolo, in un rapporto di collaborazione operativa con gli Enti locali nel rispetto degli atti di indirizzo impartiti dall’Assessorato regionale all’Agricoltura.


TERRITORIO


Il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, nasce dalle colline di Bonorva a ridosso della provincia di Nuoro, si sviluppa attraverso la Piana del campo di Giave verso la grande pianura di Chilivani – cuore geografico del nord Sardegna e antico granaio dei romani – si innalza verso il mare dell’antica rocca di Castelsardo, di Badesi e Valledoria, passando per le acque del bacino idrografico del fiume Coghinas e arriva alla sua fertile piana alluvionale di incommensurabile ricchezza, le cui produzioni di eccellenza esprimono i migliori carciofi di Sardegna e i profumati e rinomati vini tipici dell’Isola. Prodotti che rappresentano per quel turismo costiero carta vincente dell’intelligente offerta per il tempo libero di oggi.
L’immenso territorio consortile aperto a moderni investimenti agro-zootecnici, è collocato inoltre all’interno delle più importanti vie di comunicazione isolane: la storica quattro corsie della Sardegna che unisce il “capo di sopra” a quello “di sotto” (Porto Torres e Cagliari) ed è segmentato dalla direttrice che unisce ovest ed est del nord isolano (Alghero, Sassari e Olbia) e collega, quindi, entrambi gli aeroporti del nord, il porto più vicino alla terraferma dell’isola e quello di Porto Torres.
L’acqua distribuita dal Consorzio nella piana di Chilivani nasce dal grande invaso di 76 milioni di metri cubi del Monte Lerno di Pattada, ultimato alla fine degli anni ’80, che raggiungendola a caduta la irriga a contatore con utilizzo intermedio quale risorsa idroelettrica.
Questa grande ed unica vera piana della Sardegna settentrionale, una volta chiamata terra di “Tancas e Boes” (tancati recintati con i tradizionali muretti a secco voluti dalla storica “Legge delle chiudende” dei regnanti Savoia e ricolmi appunto di bovini), fece fiorire molte forme di redditizi scambi commerciali con la vicina Francia fino ai primi del ‘900. Oggi la piana si caratterizza per produzioni intensive del bovino da latte e dell’ovino di qualità che alimentano la moderna industria di trasformazione del classico “pecorino romano” e “sardo”, e dei diversi formaggi “molli” di autentico pregio, presenti ormai massicciamente sui mercati nazionali e internazionali e garantiti dai marchi di settore.
Le realtà irrigue ricomprese fra la piana di Chilivani e il mare che accoglie il fiume Coghinas, vengono alimentate dalle acque dello stesso fiume derivate ad un sistema di sollevamento e serbatoi di accumulo che consentono l’organico utilizzo del connesso sistema di diffusa irrigazione, a beneficio delle piantagioni del “carciofo spinoso sardo” (prodotto che sarà presto insignito della Denominazione di Origine Protetta) e dei vigneti di specie autoctoni di Vermentino e Cannonau, che dalla fertile piana alluvionale si arrampicano sulle ridenti colline di contorno, offrendo una immagine antropica curiosa e multiforme, in uno con l’azzurro del mare.
Nei due territori stanno nascendo anche impianti di produzione di energia con il sistema del fotovoltaico e della lavorazione di biomasse, che andranno a integrare l’elettrificazione rurale organizzata dall’intervento storico del Consorzio.

ATTUALITA'


Il Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna, istituito con D.P.G.R. n° 209 del 30/11/2004, è - ai sensi dell'art. 14 della L.R. 23.05.2008 n. 6 - un Ente Pubblico al servizio dei Consorziati per la valorizzazione del Territorio in un rapporto di collaborazione operativa con gli Enti locali del relativo comprensorio, che opera secondo criteri di efficienza, efficacia, trasparenza ed economicità e, ai sensi dell'art. 37 della L.R. 6/2008, nel rispetto degli atti di indirizzo impartite dalla Giunta Regionale in ordine all'attività programmatoria, gestionale e contabile. La sua importante azione si sviluppa su una superficie territoriale prettamente agricola, ma complessa e variegata per geografi a, ambiente, tradizioni, culture, storia ed economia. Questa grande superficie di oltre 90.000 ettari, è data da un’area posta al centro del cuore geografico del nord Sardegna, solcata dal grande bacino imbrifero che si dirama dalle alture del Monte Lerno e del Goceano. Percorre le vallate di Santa Lucia a Bonorva e Campu Giavesu, si distende e si allarga nelle vaste pianure del Logudoro/Monte Acuto e si congiunge, per il tramite dei due grandi invasi del Coghinas, prima con gli spazi aperti dell’Anglona e infi ne con la fertile pianura della Bassa Valle del Coghinas, appoggiata sulle coste ad est dell’Asinara, tra Castelsardo e Badesi. Questo ampio spazio di territorio off re oggi molteplici possibilità di sviluppo e si arricchisce sino a oltre 150 mila ettari, con una popolazione di quasi centomila persone, per la consolidata influenza del bacino imbrifero: esprime le eccellenze delle culture logudoresi per lingua, modo di essere e pensare e racchiude marginali affinità galluresi che sono parte integrante del territorio limitrofo alla foce del secondo fiume dell’Isola. Culture logudoresi e galluresi che sono, insieme, antiche e moderne portatrici dei modi di essere di massima parte della Sardegna settentrionale. Il turismo marino che si muove intorno alla foce del Coghinas, si avvale degli importanti flussi portuali di Castelsardo, si avvantaggia dell’off erta integrativa della parte alta del suo bacino imbrifero, in grado di “fare sistema” per un tempo libero che “consuma” oltre il mare e oltre l’estate. Il territorio è attrezzato di pregevoli restaurate architetture e di diversificate realtà museali, all’interno di caratteristici centri storici aperti anche all’off erta esterna e circondati da un corollario di importanti vestigia del passato, dal più antico alle chiese romaniche. Colmo di forti significati storici, il percorso è costellato dagli insediamenti nuragici, collocati e disegnati, quasi organicamente, lungo l’intero bacino imbrifero, dalle sorgenti di montagna sino alle ampie vallate che si affacciano sul mare. Le eccellenze di produzione agricola - fra tutti il carciofo spinoso sardo e quelle derivanti dall’allevamento degli ovini e dei bovini di pregio - dell’alta collina come della pianura, imbandiscono le tavole, colorandole di profumi e sapori direttamente derivanti da quei luoghi, da quelle genti e da quei ritmi. Il mondo del cavallo, tanto caro e ricercato dal moderno turismo costiero, è dato dalla diffusa attività di allevamento dell’anglo-arabo-sardo, è organizzato ai massimi livelli dentro l’Ippodromo di Chilivani, nell’attività istituzionale e storica di Ozieri “Città del cavallo” e nella “antica culla” di Foresta Burgos. Le ippovie completano l’off erta per gli appassionati del cavallo. Il territorio del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna è pregiato, particolare, di nicchia, genera economia, quindi, è diverso, unitario e particolare rispetto agli altri. Del resto l’ampiezza degli spazi territoriali, la scarsa concentrazione demografica, la sana e rara urbanizzazione, del passato e del presente, suggeriscono oggi la necessità di andare proprio alla ricerca e all’esaltazione delle caratteristiche peculiari del territorio. Insieme agli Enti Locali, uno sviluppo volutamente pensato tutt’intorno alla risorsa “acqua”, che con i suoi rami tratteggia tutti gli spazi consortili dai monti, sino alla foce e al mare. Questo “sviluppo-voluto” costituisce il presupposto del percorso futuro intorno al quale costruire le azioni a beneficio dei consorziati.

STORIA


Il Consorzio nasce dalla fusione dei soppressi Consorzi di Bonifica Riuniti di Sassari e del Consorzio di Bonifica della Piana di Chilivani Di particolare rilievo è la storia della nascita e del percorso della attività dell'inglobato Consorzio di Bonifica della Piana di Chilivani: immerso nell'immenso spazio pianeggiante del vero e proprio cuore geografico della Sardegna settentrionale dell'estensione di circa 61.000 ettari di cui completamente irrigati circa 12.000. Infatti prima ancora che l’Ente fosse istituito con Decreto Reale del 4 febbraio 1929 i contadini ozieresi avevano già costituito un fondo di 24.000 lire nel 1926, mentre i proprietari di terreni s’impegnavano a versare gratuitamente altre 1.000 lire per ogni cento ettari di terreno. Le condizioni della Piana di Chilivani erano in realtà in quel periodo quasi al limite della sopportabilità particolarmente dal punto di vista sanitario a causa della malaria, che già nel medioevo aveva distrutto i villaggi di Bisarcio, Pianu Ladu, Monzu, Pira e Mestighe. La finalità fondamentale dell’Ente fu appunto il miglioramento delle condizioni di vita e l’incremento della produttività agro-zootecnica attraverso un grandioso complesso di opere infrastrutturali di considerevole dimensione che incontrava pochi riscontri in altre zone, e non soltanto dell’Isola, relativamente a quei tempi. Il Consorzio di Bonifica dell'Agro di Chilivani, ha infatti al suo attivo la realizzazione di opere come strade, elettrodotti, sistemazioni idrauliche di fiumi, il borgo rurale di S. Antioco. Più di recente, assume fondamentale importanza la costruzione della diga di "Monte Lerno", in agro dei comuni di Pattada e Buddusò, che ha consentito la massiccia irrigazione del "Campo di Ozieri Chilivani (antico "granaio" di Roma Imperiale)" dove nel frattempo, lo stesso Consorzio, aveva realizzato la necessaria rete irrigua approvvigionata - a caduta - dalla rete di adduzione, derivante appunto dalla Diga di Monte Lerno. La Diga proprio per la sua collocazione a monte è anche parte integrante del sistema di produzione idroelettrica del "Coghinas" in concessione all'Enel.