NON E’ VERO CHE MANCAVA L’ACQUA PER SPEGNERE IL ROGO DI SAN LORENZO

L’Assessore Mundula confonde il Consorzio di Bonifica con il Comune, i VV.FF. e la Forestale, e trasforma, la responsabile disponibilità dei consorziati agricoltori del Nord Sardegna, in “obbligati di ubbidienza” per l’esercizio di attività di prevenzione e spegnimento della disgraziata pratica degli incendi.
Come ben noto, la Diga di Pattada è stata improvvidamente portata via all’agricoltura e regalata da Soru ai potentati urbani, per cui i consorziati agricoltori comprano, con i loro soldi, l’acqua da sotto la Diga e la immettono in rete, a loro spese, per irrigare i loro campi. Le Vasche intermedie non sono riempite d’acqua per il nobile servizio antincendio, ma per garantire una costante e puntuale erogazione dell’intero servizio irriguo al Comprensorio. L’acqua, che arriva al “luogo incriminato” di San Lorenzo, viene prima virtuosamente turbinata dall’ENEL per produrre energia pulita e abbassare i costi consortili.
Il vascone di San Lorenzo è elemento di questo sistema di produzione di energia e al momento dell’incendio era comunque colmo per metri 6 su 8,5 di massimo invaso, peraltro l’adiacente vascone di “Tramentu” era invasato pressoché al massimo: il Consorzio non si intende di elicotteri!
Si rimanda al mittente, l’accusa di mancata realizzazione delle fasce protettive antincendio, e si precisa che il compendio di San Lorenzo, è gestito e “pulito” da “buon padre di famiglia”, al di là delle gratuite affermazioni dell’Assessore e ben oltre le prescrizioni antincendio.
In una parola, il Consorzio -a proprie spese, senza che sia dovuto e in termini di pronto soccorso- ha formalmente e pubblicamente messo addirittura a disposizione tutte le sue infrastrutture, i propri mezzi e la propria risorsa umana per la salvaguardia dell’ambiente rurale che costituisce la base del proprio operare.
Se i vasconi consortili, però, devono diventare ordinariamente e prima di tutto strumenti antincendio, gli oneri evidenti aggiuntivi devono essere pagati da tutti e non solo dai consorziati che, appunto, comprano l’acqua per l’agricoltura.
Certo è che l’ENEL, andava puntualmente vigilata ed allertata, proprio dall’Autorità municipale, responsabile locale della protezione civile, sul puntuale rispetto delle prescrizioni antincendio in un sito di oggettivo rischio.

Ozieri, 04.08.2010