LE AZIENDE AGRICOLE PRODURRANNO BIOMASSE PER LA CENTRALE CONSORTILE

Il sindaco di Ozieri, in risposta a mie convinzioni rappresentate pubblicamente quale coordinatore di un partito politico della mia città, mi chiama in causa da “imputato” che non fa il proprio dovere di Commissario regionale del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna da appena due mesi, addirittura confrontando la mia attività mensile con la sua di quasi cinque anni.

Certo non è il Commissario Straordinario del Consorzio che deve rammentare a uno dei Sindaci dell’intero territorio consortile quali siano i propri doveri di amministratore, rispetto al bene primigenio di ciascuna comunità municipale: la terra, l’acqua che l’attraversa e la irriga e gli agricoltori/imprenditori che la lavorano.

Devo intanto ricordare, al Signor Sindaco e ai cittadini di Ozieri, che la Legge Soru del 2008 –ex presidente che Egli ben conosce e sostiene- ha letteralmente distrutto i Consorzi di Bonifica della Sardegna cosi che gli agricoltori/consorziati sono stati derubricati a “idraulici” e costretti a ricomprare la loro acqua a prezzi imposti dal potere centralistico del capoluogo regionale, dopo avere negli anni ottanta costruito -e contribuito a pagare- la grande Diga di Pattada.

Questa consapevolezza e l’esperienza che vivevo da Commissario in Gallura, mi hanno indotto a sostenere -insieme alle Organizzazioni Agricole di categoria e altri colleghi- la modifica alla Legge Soru che dal mese di luglio appena passato consente ai Consorzi di Bonifica di organizzare e gestire la produzione di energie alternative in eccesso ai propri bisogni: ora e solo ora questa attività è diventata anche quasi compito istituzionale dei Consorzi di Bonifica.

Anche per questo, e per amore alla mia città, ho chiesto e ottenuto di tornare a Ozieri e dare il mio contributo operativo e concreto a beneficio del Campo di Ozieri/Chilivani che può irrigare 12.445 ettari e invece, nel 2010, ne ha irrigati appena 1.562 con 195 aziende e che dal 2006 registra una contrazione di consumi annui di ben circa un milione di metri cubi: nel prossimo decennio “la Svizzera della Sardegna” non consumerebbe più un metro cubo di acqua.

Bisogna stimolare una massiccia e moderna produzione agricola, non l’insediamento di impianti -pure importanti- ma certamente non determinanti per arginare il fenomeno di desertificazione dei consumi d’acqua, che danno la lettura incontrovertibile di una sorta di irreversibile cessazione delle attività agro zootecniche.

Cosa fare e cosa ho fatto in due mesi:

  • blocco delle previste assunzioni di personale e quindi blocco degli oneri sugli agricoltori;
  • i Sindaci dei territori della Bassa Valle del Coghinas sono stati destinatari nei giorni scorsi di un finanziamento che ho appena ottenuto di tre milioni e mezzo per ammodernarne la rete irrigua;
  • assenso preventivo dell’Assessore Regionale dell’Agricoltura che sosterrà la nascita nel campo di Ozieri/Chilivani di un progetto pilota di pianificazione territoriale per produzioni agricole autogestite di biomassa;
  • formale previsione negli atti di bilancio -consultabile nel sito- del “programma biomasse” che sosterrà e rilancerà l’attività agricola con l’intensa coltivazione della materia prima per approvvigionare l’impianto consortile di produzione di energia da biomassa in autofinanziamento;
  • predisposizione -da parte di qualificati professionisti- di progetto di fattibilità del “programma biomasse”, quale vero e proprio moderno progetto industriale, con totali profitti in capo ai consorziati agricoltori.

Ecco perché, Signor Sindaco, bisogna bloccare e non sostenere l’attuale discesa in campo delle truppe organizzate militarmente dalle multinazionali del settore -e/o avventurieri tipo quelli della primavera 2010 miseramente falliti nei tribunali, nelle coltivazioni e negli impianti da riciclare- ed evitare, tutti insieme, anche il surplus di energia prodotta e non più canalizzabile e vendibile.
Vanni Fadda